Viaggio nella simbologia di Lynch – Spiriti, Heyoka e pagliacci sacri

Qualche tempo fa un utente ci ha chiesto chi fosse il personaggio nasuto che compare in Fire Walk With Me. Il “Jumping Man“, così è stato soprannominato da più fonti, è uno degli spiriti appartenenti alla Loggia Nera che prendono parte all’incontro tra BOB e il Nano nella “stanza sopra il minimarket” a Buenos Aires ed è il primo ad apparire nella visione di Philip Jeffries (aka David Bowie). Indossa una maschera bianca con un naso molto atcspronunciato e appuntito (simile a quella indossata da Pierre Tramond / Chalfont che, però, non ha occhi e bocca), porta un vestito rosso simile a quello del Nano e tiene in mano un oggetto non meglio identificato che ricorda una fionda. Non parla mai e si limita a saltellare intorno a una cassa (almeno fino al segnale di BOB), da cui il nomignolo di “Jumping Man”. Curiosamente, lo script originale del film non prevedeva la presenza del personaggio durante questa scena.

Stabilire il ruolo del Jumping Man e degli altri personaggi presenti all’incontro è difficile, ma forse non impossibile. Di certezze non ne abbiamo, ma guarda caso pochi giorni dopo la richiesta del nostro lettore mi sono imbattuto in un meraviglioso articolo sul blog The Little White Mask Blog, scritto da Eden H. Roquelaire del team di Twin Peaks Freaks. Ebbene il caso ha voluto che l’articolo, pubblicato il 30 marzo, trattasse proprio (anche) questo argomento e che lo facesse in modo davvero interessante.  Non è la prima volta che leggo un articolo di Eden e mi riprometto renderlo disponibile in lingua italiana, ma è la prima volta che lo faccio davvero. Ho deciso di non limitarmi a farne una mera traduzione, ampliando e tagliando dove necessario. In ogni caso la struttura dell’articolo e i suoi contenuti sono proprietà intellettuale di Eden ed è lei che bisogna ringraziare per questo mini-saggio. 

twinpeakss2ep7_09I fan di Twin Peaks sono familiari con la simbologia dei Nativi d’America che appare lungo tutta la serie, ma questo tipo di influenza tribale potrebbe rivelarsi qualcosa di più di un’ispirazione per il look dello show: in realtà potrebbe essere la chiave di lettura della trama principale. Per arrivare ad attribuire significato al Jumping Man occorre fare un passo indietro e tuffarci per un attimo nell’universo culturale e religioso degli Indiani d’America.

In ogni tribù nativa dell’America del Nord era ed è tuttora presente la figura dell’Heyoka,  conosciuto anche come “Contrario” o “Pagliaccio Sacro“, una personalità incaricata di esprimere – e quindi preservare – l’equilibrio del cosmtricksterparade_001o attraverso comportamenti apparentemente contrari alla regola. L’Heyoka si presenta come colui che cammina e cavalca al contrario, indossa vestiti al contrario, parla al contrario, ride quando è triste e piange quando è contento,  si copre quando fa caldo e si scopre quando fa freddo. Tutto questo non per mero esibizionismo o per amore della teatralità, ma perché il suo comportamento apparentemente assurdo ha il compito di mantenere in equilibrio le due facce – opposte – della realtà. Gli Heyoka sono esseri sibillini, non comunicano seguendo una logica che rispecchia direttamente il concetto che vogliono trasmettere. Questi pagliacci sacri vogliono che l’interlocutore utilizzi le proprie facoltà mentali per arrivare a comprendere il significato che si cela dietro le loro parole. Sfruttando una apparente mancanza di logica non solo si prendono gioco delle convenzioni del mondo, ma ingaggiano un duello con le menti dei propri discepoli.

Per i più attenti si è probabilmente già accesa qualche lampadina. Di opposizioni, doppioni e contrari la cittadina di10849724_1028598967167119_3638906033618222848_n Twin Peaks è piena, così come lo è la Loggia Nera. L’affinità tra la figura dell’Heyoka e quella del Nano, entrambi personaggi che si esprimono “al contrario”, è piuttosto palese.  Sempre il Nano, in Fire Walk With Me, si esibisce in quello che sembra essere a tutti gli effetti un richiamo indiano. Non ci stupirà allora che la prima persona a chiarirci le idee sulla Loggia Nera sia il vice-sceriffo Tommy “Hawk” Hill, un nativo americano di una tribù non specificata.

Tutto questo excursus ci porta a dare una possibile risposta al quesito iniziale. Chi è l’omino saltellante che, in compagnia dei due boscaioli, di Pierre Tramond, dell’uomo di colore e degli altri spiriti della Loggia assiste all’incontro argentino tra BOB e il Nano? Date un’occhiata a questa immagine, che vale più di mille parole:

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 Chi è costui? È Stanley “Voce Buona” Elk, un Heyoka dei giorni nostri. In questo scatto di National Geographic “Voce Buona” brucia della salvia per purificare l’ambiente che lo circonda, secondo un antico rituale Oglala. La spiritualità di questa tribù vuole che gli Heyoka diventino tali solo in seguito alla visione del “Signore del Tuono” che gli appare in sogno. Essi utilizzano un linguaggio e un comportamento strambo con l’obiettivo di risvegliare la consapevolezza spirituale dei discepoli e mantenere l’equilibrio delle cose, ed è attraverso questa maschera che l’Heyoka incanala il potere ereditato dal Signore del Tuono. Vi ricorda qualcuno?

Jumpingman

Questo è il Jumping Man della stanza sopra il minimarket. E se fosse un Heyoka? Non possiamo dire per certo che questa sia l’interpretazione corretta, ma di sicuro è una delle più suggestive. Senza contare che la figura del pagliaccio sacro è propria anche del Buddhismo tibetano, che sappiamo avere una forte influenza sull’agente Cooper. Il pagliaccio sacro tibetano, come il suo corrispettivo “indiano”, compie azioni apparentemente assurde. L’idea che sta dietro tali comportamenti è spingere i discepoli a sviluppare un modo di pensare che vada oltre le regole della realtà per come la conosciamo, a considerare spiegazioni meno ortodosse e, più in generale, incoraggia ad essere curiosi  e sapersi stupire. Se non è un ritratto di Cooper questo…

“Il pagliaccio non rientra e anzi si rifiuta di rientrare negli schemi e nelle convenzioni del mondo, rappresentando un altro tipo di realtà. Il pagliaccio risulta sbagliato sotto ogni aspetto: l’abbigliamento, il decoro, la logica, la parola, i gesti e i movimenti. Eppure esiste, nel suo essere sbagliato, un’adeguatezza di un altro tipo. Da tale follia si innalza un livello superiore di conoscenza.”

(The Laughing Buddha: Zen and the Comic Spirit di Conrad Hyers)

Consideriamo ora anche la discografia di Lynch. Questa è la copertina del suo ultimo (e bellissimo, aggiungo!) album:

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“The Big Dream” (2013)

Cosa c’è in copertina? Un uomo colpito da un fulmine. E ovviamente il titolo del disco è “The Big Dream“: non un sogno qualunque, ma un grande sogno. Un sogno di una certa importanza, magari una rivelazione onirica. E se questa copertina fosse la rappresentazione della rivelazione che il Dio del Tuono concede all’uomo per consegnargli i poteri e farne un Heyoka?

Questo ci porta ad un altro album di Lynch, “Crazy Clown Time“:

"Crazy Clown Time" (2011)
“Crazy Clown Time” (2011)

Il testo del brano che dà il nome all’album racconta di un festino animalesco dove si beve, si sputa, ci si spoglia. In questo caso ci stiamo spostando verso il secondo significato simbolico che Lynch attribuisce alla figura del clown, del pagliaccio. È importante notare infatti che qui il clown è associato a un comportamento basso e degradante e non più all’archetipo del pagliaccio sacro, che porta invece all’elevazione spirituale. Lynch parla di come certi comportamenti deleteri come l’abuso di alcol, di droghe e i festini sfrenati portino a una perdita di equilibrio interiore, causando una sorta di “disintegrazione dell’anima“. Secondo Lynch chi adotta questo stile di vita sregolato è condannato a diventare sempre più triste, rabbioso e propenso a sopprimere questi sentimenti attraverso le stesse azioni deleterie che li hanno causati. Si tratta evidentemente di un circolo vizioso o, citando proprio Lynch, “una soffocante tuta di gomma da pagliaccio” (“a suffocating rubber clown suit”).

“Io chiamo quel misto di rabbia e depressione “soffocante tuta di gomma da pagliaccio” della negatività. È soffocante, e la gomma di cui è fatta fa schifo, puzza. Ma una volta che ti dai alla meditazione e ti tuffi nel tuo “io” la tuta da clown comincia a dissolversi, ed è a quel punto che ti rendi conto di quanto fosse putrido l’odore: quando comincia ad andarsene. Quando poi si è dissolta del tutto, sei libero.”

(Fonte: The Utne Reader, “Deep Thoughts by David Lynch“)

Non è un caso che tale archetipo di pagliaccio malvagio sia stato associato da Lynch a due dei “festaioli” più malfamati di Twin Peaks: Jacques Renault e Leo Johnson:

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La perquisizione dell’appartamento di Jacques Renault
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La festa di compleanno di Leo Johnson con pagliaccio sullo sfondo
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Leo

 L’applicazione del simbolismo legato al pagliaccio del male non si limita a Twin Peaks. Vi ricordate quando in “Velluto Blu” Ben canta la canzone preferita di Frank Booth (Dennis Hopper)? La canzone parla di un certo “Candy Colored Clown“. Se vi ricordate la canzone vi ricorderete anche di come Frank si colora le labbra quando più tardi ascolta la stessa canzone…

frank

Questi personaggi fanno uso di droghe, sono violenti e hanno un comportamento malvagio in generale, proprio come Jacques e Leo. Questa è la loro tuta da pagliaccio in cui si rinchiudono per non affrontare i proprio demoni ed evolvere come esseri umani.

Verso la conclusione dell’articolo l’autrice fa un parallelismo tra Frank Booth di “Velluto Blu” e BOB che sembra esulare dal contesto principale. Dal momento che è già stata messa tanta carne al fuoco tagliamo corto e andiamo direttamente alla conclusione di questo strano percorso culturale/religioso/filosofico. Nel meraviglioso universo narrativo lynchiano la simbologia del clown rimanda al caos e alla saggezza. Esistono alcune cose che si possono imparare solo da questi esseri, ma si tratta di un tipo di apprendimento tremendamente pericoloso. Eppure è proprio quando ci troviamo circondati dalle tenebre, dal conflitto e dal caos che abbiamo le nostre rivelazioni ed arriviamo a comprendere ciò che per noi è importante. È attraverso la sofferenza che evolviamo, ed è interrogandoci costantemente che impariamo. I vari tipi di pagliaccio, sacri o malvagi, che affondano le proprie radici in diverse culture, rappresentano il nostro viaggio caotico verso la conoscenza.

Adesso siamo davvero curiosi di sapere quali sono le vostre idee in proposito! Diteci la vostra commentando qui sotto oppure sulla nostra bellissima pagina Facebook! Che la foresta sia con voi… 🙂

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7 pensieri su “Viaggio nella simbologia di Lynch – Spiriti, Heyoka e pagliacci sacri

  1. Il bello di TP è proprio questo 🙂
    Noi nel nostro piccolo siamo pronti ad esplorare questo universo misterioso e a sondare ogni possibile spiegazione, crediamo che proprio questa “ricerca” sia l’obiettivo finale di TP e della filmografia di Lynch. Poco alla volta ci porremo tutte le domande del caso e la prossima che affronteremo è: qual è l’origine delle Logge?

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    1. Sì sì andrebbe approfondita, lo dicono nei contenuti speciali del cofanetto Blu-Ray, non ricordo in che intervista, ma veniva proprio esplicitato! E il nano che è il braccio tagliato dell’uomo senza un braccio?
      TRoppe cose, troppe simbologie, wow 😀
      Non so se Lynch dirigerà la terza serie, ma il mio animo di scopritore, lo dico serenamwente, accetterebbe anche di non averlo alla regia e si “acontenterebbe” di avere la scneggiatura da lui scritta, solo per scoprire cosa scopriremo e cosa verrà spiegato… l’aspetto di BOB e gli altri deriva da qualche fatto passato? Bob perchè ha quell’aspetto? Forse in quel minimarket è successo qualcosa? Forse eisteva un Bob buono che da piccolo anni fa è diventato l’aspetto che il suo spirito usa sempre? Boh troppe domande, un saco di risposte che vorrei avere 🙂
      Comunque adoro seguirvi 🙂

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  2. Mi pare neigli speciali del blu ray comunque venga particolarmente fatta menzione al fatto che il Jumping Man, il cuo ruolo puo’ essere sicuramente accostato a quello qui analizzato, sia comunque la “personificazione” dell’anello della loggia nera che è il cardine del film…. interessante sarebbe analizzare tutti gli spiriti presenti sopra il minimarket

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